Il nostro futuro e l'isola che non c'è: chi ci ha rubato i sogni?

[...] Io ho molti sogni (forse troppi) e tantissime incertezze.
Accendo la TV e l'unica cosa che mi trovo di fronte è un mondo triste, buio, dove dei falsi cercano di illuderci che se li seguiamo avremo un futuro ricco e felice....
Ho molta paura di crescere e l'unica cosa che vorrei, è scappare nell'isola che non c'è e rimanere piccolo senza responsabilità con i miei amici e non avere mai bisogno di fare scelte difficili.

anonimo
Liceo Ulivi

Accontentarsi


Cara Zhovanna, non ho mai scritto una lettera seria, però ci provo. L'argomento è il futuro: io ci credo seriamente altra gente no. Posso capire. Per alcuni il futuro è oppresso dalla situazione economica e politica che si è venuta a creare in questi ultimi anni. I giovani temono di non poter raggiungere i propri obiettivi e mi fanno davvero pena; sai perché? Perché se un individuo 'x' ambisce ad un certo risultato 'y', lui potrà raggiungerlo solamente con la forza del pensiero. Il nostro subconscio, però, è abituato a pensare e a concepire la realtà in modo negativo, di conseguenza la nostra coscienza e il nostro pensiero si sporcano. Il futuro quindi va pensato nuovo. Si presenta però un'altra difficoltà: l'infelicità della gente. L'infelicità è uno status mentale squallido che impedisce di realizzare le proprie volontà, per eliminarla è necessario ACCONTENTARSI di ciò che si ha. Solo in questo modo (con la felicità e la forza del pensiero) l'individuo realizzerà un futuro appagante.

anonimo - Liceo Ulivi

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